NO! NON DI NUOVO! NOO!
Ecco, lo sapevo. Sapevo che sarebbe successo ancora, continua ad accadere.
La mia Francesca, la mia povera Francesca tradita così. No, non posso perdonarmi. Non posso! Ma come potevo fare per evitarlo? Cosa potevo fare? Nulla… sono indifeso contro tutti, ma lei si fida di me. Si fida… e io non posso garantirle alcuna sicurezza. È una ragazza così dolce, fragile. Se sapesse mi butterebbe via come carta straccia e anche in quel caso non potrei fare nulla, non potrei difendermi, non potrei spiegarle come stanno le cose.
Ho un solo compito e non riesco nemmeno a portarlo a termine correttamente, sono inutile. Farebbe bene a buttarmi via, almeno finirebbe questo mio dolore.
Lei si confida con me da quando era piccina, era solo una bambina. Aveva compiuto sette anni ed era una ragazzina vivace, felice e tanto, tanto dolce. Ora è cresciuta, è diventata un’adolescente e mi racconta tutti i suoi segreti. Non ha amici.
La sua vita non è stata tanto facile. Fino all’età di otto anni aveva una famiglia meravigliosa.
Suo padre Giorgio era un avvocato e, nonostante lavorasse duramente tutti i giorni, la sera quando tornava a casa giocava sempre con lei. Era un padre amorevole e lei si sentiva protetta e al sicuro.
Sua madre invece era la “regina del castello”,chiamava così la sua mamma. Alessandra era la regina e Francesca la principessa. Ciò che faceva Alessandra tutto il giorno era mantenere il regno pulito e ordinato. Preparava ogni giorno deliziosi pasti per la principessa e per il re, e giocava tanto con la principessa. Passavano moltissimo tempo insieme.
Francesca adorava la sua mamma e il suo papà, ma un giorno, mentre rincasavano da una gita di famiglia, ebbero un grave incidente. Ebbero uno scontro frontale violento e la macchina si accartocciò. Lei fu l’unica superstite, riuscì a cavarsela con poche lesioni, ma aveva perso tutta la sua famiglia. Io ero a casa ad aspettarla, quando tornò dall’ospedale con la zia per prendere tutti i suoi effetti personali venne prima da me. La zia prendeva i vestiti e nel frattempo lei iniziò a inondarmi di lacrime. “Perché?” mi chiedeva, “Perché proprio a me? Sono forse stata una bambina cattiva? Mi sei rimasto solo tu, sei il mio unico amico. La zia non mi vuole con sé, avrebbe preferito se fossi morta con mamma e papà e i miei cugini sono cattivi con me. Mi hanno sempre presa in giro, mi rubano tutte le cose. Non voglio andare con loro… ti prego salvami.”
Fu il momento peggiore della mia esistenza, ero inerte. Non potevo fare niente, non potevo abbracciarla, non potevo baciarla, coccolarla, non potevo nemmeno parlarle. Potevo solo sentire ciò che mi diceva, potevo sentirlo su di me. Potevo solo sentire il suo dolore.
La vita proseguì lenta e triste a casa di sua zia. Si era trasferita in un’altra città, aveva dovuto abbandonare i suoi amici, la sua scuola e la sua vecchia vita.
Negli anni cercò di adattarsi, ma non le riuscì tanto bene. Non si sentiva accettata, tutti la conoscevano come la “ragazza che ha perso i genitori”. La guardavano con pietà e tutto questo le dava enormemente fastidio. Il suo unico conforto ero io. Alla fine della giornata veniva da me e mi raccontava tutto quello che le era successo e nonostante tutta questa solitudine è la ragazza più dolce che conosca. So tutto di lei, non mi nasconde niente ed è proprio per questo che ho sempre cercato di esserle fedele.
Ho tentato in tutti modi, ho tentato davvero, ma inutilmente. Ho i miei sistemi, ma sono riusciti ad aggirare anche quelli e lei non si è mai accorta di nulla, e se anche io volessi confessarglielo non potrei. Però giuro, non è colpa mia. Io non posso davvero fare nulla.
Di solito sono lì, tranquillo, al mio posto e loro arrivano in silenzio per non farsi scoprire, mi afferrano con forza e mi profanano, loro non capiscono il male che mi fanno, il male che fanno a Francesca. Per loro sono un libro aperto, che si lascia sfuggire le confessioni di una tenera ragazza.
Per loro sono solo un libro aperto. Sono solo un misero diario segreto, ed è vero.
Sono un diario segreto, ma ho delle emozioni. Sono tutte scritte lì e loro le profanano. All’inizio non avevo un’anima, ma Francesca me l’ha data. Sono un’estensione della sua persona e posso sentire dolore.
Posso sentire le loro risate ferirmi.
Posso sentire ciò che prova Francesca quando la deridono.
Posso sentire tutte le sue emozioni. Ma cosa posso fare io?
Sono solo un diario segreto.
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