giovedì 11 febbraio 2010

Alla deriva

Eran tanti, non troppi, tutti riuniti in quella singolare stanza, la cui struttura era stata ideata dalla madre dell'eccellentissima ingegner Natura, ingegnere pure lei.
Eran minuti e spiccava ognuno per la propria intrinseca peculiarità, non importava il loro nome, piuttosto la loro identità. Ma, comunque, aveva ognuno un appellativo.
Il primo fra tutti era Timidino, se ne stava in un cantuccio sperando di non esser visto. Con uno solo parlava, il quale accanto a lui era incatenato come una bestia, che con ferocia cercava la libertà.
« Sta fermo lì, dove sei, per favore, - supplicò tutto arrossito Timidino - Non attirare troppo l'attenzione o mi vedranno. Il mio compito è tenerti a bada...»
Poco più in là, risiedeva un altro tipo: Insicuro. Non sapeva se parlare o stare lì, fermo al suo posto. Ma un altro più deciso lo spinse, così Insicuro cadde su Timidino.
« Perdonami - disse a quel punto Insicuro - ma non sapevo se venire a farti compagnia o rimanere solo lì, in disparte. Poi, Deciso mi ha spinto e sono caduto su di te... Vedo che sei in difficoltà, ma chi è questo scalmanato?»
« Lui è il mio antagonista per antonomasia - rispose Timidino con tono sommesso - lo chiamano tutti Egocentrico, non mi vuole dare ascolto. Vuole sempre dire la sua. Non so più come fare...»
« Potrei darti aiuto io - disse allora Insicuro, ma poi soggiunse - o forse no, non lo so. Tu che dici? Oh, mannaggia a me, non riesco mai a prendere una decisione e il mio compare non mi aiuta mica. Se ne sta per i fattacci suoi, a dormire. E se qualcuno chiede di Deciso, devo sempre rispondere io...»
I due stettero lì a fare amicizia, tanto che poi divennero inseparabili.
Più in là si sentiva, invece, un certo fragore. Eran gli schiamazzi di Ilarità. Si trovava in compagnia di Coordinazione ed era proprio lui la causa di tanto divertimento. Coordinazione stava infatti cercando di eseguire alcuni movimenti, ma proprio non riusciva e più non ci riusciva più si innervosiva, finchè non sopportò più il suono di tante risa e con Violenza lo picchiò e poi lo strangolò. Con Ostinazione, Coordinazione continuò a provare ma non raggiungendo il suo obiettivo, iniziò a sbattersi la testa contro un muro, fino a diventare Pazzo! Da quel momento in poi cominciò a girare su sè stesso, vaneggiando: « Destra! Sinistra! Destra e sinistra! Ma come si fa?!?! Aaaaaaa... Giro giro tondo, sotto il mondo c'è una capra sotto la panca di un palazzo con un cane pazzo... » Tanto aveva perso il senno che non era più in grado di coordinare le parole tra loro. Nessuno lo cercò più e chi lo fece, invano lo fè.
In una zona un po' più stramba e periferica vi era Fisico, il quale distinguevasi dagli altri per gli interessi scientifici. Questo non significava, però, che riusciva ad accettare i precetti della scienza. Fece, infatti, una brutta fine. Appresa la nozione della forza di gravità, con Ostinazione ( il quale non aveva più da fare dopo aver importunato Coordinazione) volle provare a sfidarne l'esistenza. Così, un giorno, salì sul punto più alto del tetto della stanza (la cui forma era caratterizzata da strane sporgenze) e saltò giù, credendo di poter volare, ma con suo grande stupore si schiantò. Non morì, ma rimase un vegetale, non volle più imparare e Ostinazione lo abbandonò.
In un antro più isolato si era stabilito Letterato. Sedeva ad una scrivania, sommerso di libri di grammatica e dizionari di italiano tanto che sembrava non esistere più, se non fosse per gli interventi che di tanto in tanto andava facendo. Gli faceva compagnia Pedante, questo gli portava all'attenzione gli errori grammaticali altrui e lo sollecitava a puntualizzare e a correggere. Ma nessuno lo disturbava mai.
Da un'altra parte, sostava Nervoso. Era sempre pronto a dar contro a tutti, ma Atarassia lo teneva a bada. Lo tratteneva con delle redini e ogni qual volta Nervoso, con la bava alla bocca, inveiva e sbraitava, Atarassia lo riprendeva dicendo: « Ehilà, stai calmo se non vuoi andare a fare compagnia ad Egocentrico nella gabbia.». Allorchè Nervoso rispondeva adirato: « Abbiamo l'angioletto, sempre pronto a redarguire tu! Ma fatti un po' di cavolacci tuoi... ». I due andavano avanti per ore a battibeccare, ma alla fine, nella maggior parte dei casi, ad avere la meglio era Atarassia, tranne una o due volte al mese.
C'eran due, invece, che allegramente giravano a braccetto. Erano Ironia e Banale. Ironia non era tanto bravo a scegliere le amicizie e un giorno aveva, purtroppo, incontrato Banale. Ironia amava scherzare e fare battute di spirito, prontamente rovinate da Banale che non sapeva stare zitto. Quest'ultimo veniva sempre preso in giro non solo dagli altri conviventi, ma anche da Ironia stesso, al quale fu poi affibiato il pre-nomen Auto. Nonostante Banale, però, si sentisse preso in giro, sempre su sollecitazione di Ostinazione, continuava a parlare e parlare e parlare; ma Forza d'Animo e suo fratello Ottimismo, lo risollevavano ogni qual volta si mortificava. L'unica cosa buona che Ostinazione faceva era sostenere i due fratelli, i quali mandavano, in maggior numero, avanti la baracca. Tutto questo marasma diede, però fastidio a qualcuno tanto che ad un certo punto una voce risuonò e si propagò nella stanza, creando un Eco.
La voce tuonò: « Dio, che mal di testa, maledetti neuroni. E fermatevi un momento, mi avete fatto venire l'emicrania!!!».